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È di Romano Farina il libro Edit più venduto

Tratto dal numero 25 de "La Tore"

 

Gli incontri letterari con i lettori di Fiume, dell'Istria e del Friuli, la promozione tramite i media, la presenza alle fiere (Sa(n)jam knjige, Bookfest, Montelibrić, Lubiana)hanno posto  “Itinerari istriani” di Romano Farina al vertice della classifica dei libri EDIT più venduti. Al secondo posto Osvaldo Ramous con “Il cavallo di cartapesta” e al terzo “L’eredità della memoria” di Mario Schiavato.
Un accenno di bilancio per assecondare la curiosità e supportare gli addetti ai lavori nella missione di mantenere e promuovere la parola scritta che meglio rappresenta la Comunità nazionale italiana.  
Con la produzione degli ultimi mesi, la casa giornalistico editoriale EDIT di Fiume  mette in vetrina “Il fiore gelido” di Alessandro Damiani,  “Racconti fra 2 mondi“ di Giacomo Scotti, “Un istriano a Roma” di Drago Kraljević, “Personaggi femminili nella narrativa di Fulvio Tomizza” di Irene Visintini e Isabella Flego, “Patacca globale” di Roberto Dobran, i drammi di Miroslav Krleža “Michelangelo Buonarroti” e “Cristoforo Colombo”, “Graspi/Grappoli” di Loredana Bogliun, “Quelli della piazzetta” di Mario Schiavato, come pure tutta una sfilza di titoli convertiti in e-book dal cartaceo e gli e-book “La pura vida” di Dino Geromella, “Il bagatto” di Sarah Benedetto.
Se vogliamo evitare la micro autoreferenzialità fiumana nella quale possiamo elencare Damiani, Schiavato, Scotti, piacerà l’intenzione di offrire ai lettori interessati la motivazione che sta alla base dei progetti editoriali.


“Miroslav Krleža: Cristoforo Colombo e Michelangelo Buonarroti“ (264 pg., Collana “A porte aperte“). Centoventi anni fa nasceva Miroslav Krleža, importante uomo di lettere dell'area degli Slavi del Sud. Sandro Damiani ha curato l'edizione pubblicata nella collana dedicata agli autori croati e sloveni tradotti in italiano, che si pregia della traduzione del professor Silvio Ferrari dei brani contenuti. Il libro è stato presentato a Genova alla manifestazione dedicata alla Croazia a  pochi giorni dalla sua entrata nell’EU.Nella prefazione il drammaturgo Ruggero Jacobbi scrive: „Il Krleža ha la preoccupazione di ricostruire gli sfaceli, i crolli, le resurrezioni del mondo storico attraverso le tempeste dell’io: una di esse è dedicata a Cristoforo Colombo, un’altra ad una vita immaginaria di Michelangelo.” La pièce “Michelangelo Buonarroti” era stata allestita dalla Compagnia del Dramma Italiano nella stagione teatrale 2000/2001. Il “Cristoforo Colombo” è una novità assoluta.

È un gran bel traguardo compiere 85 anni e mantenere la mente brillante come Alessandro Damiani alla quale si accompagna la vivacità di Giacomo Scotti. Ai due scrittori e giornalisti le cui vite parallele sono convogliate a Fiume più di sei decenni fa, l’EDIT ha regalato la silloge poetica “Il fiore gelido” al primo, e al secondo la raccolta autobiografica “Racconti fra due mondi”.


“Il fiore gelido (Pöesis)” è poesia elevata – annota Nelida Milani, mentre Bruno Maier rileva che “la tradizione classica e modernità si uniscono e fondono armoniosamente”. Delle 264 pagine di poesie, Elis Deghenghi Olujić scrive: “Damiani svolge i grandi temi universali: il tempo, la storia, il destino, le delusioni, i rimpianti, l’amarezza per il degrado dell’umanità”. Sulla copertina, il particolare di “Flora galattica” dell’artista fiumano Bruno Paladin.

“Racconti fra due mondi” è lettura più accessibile nonostante sia un tomo di 345 pagine unite in tre sezioni che ripercorrono i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, quelli di Fiume e dell’Istria, e che si chiude con pagine dedicate all’eros. La giovane curatrice dell'opera, la fiumana Stella Defranza, rileva che “...con sensibilità e un’istintiva comunicativa Scotti rievoca, tra cronaca e fantasia... aspetti della vita nelle terre da lui attraversate, senza mai celare la profondità dell’esperienza vissuta o immaginata e regalando al lettore un’avventura letteraria schietta e autentica”. E Scotti dichiara: „Sono, un italiano, un poeta e uno scrittore che non ha mai rinnegato le proprie radici napoletane”.
In copertina la riproduzione del quadro “Senza titolo” del pittore abbaziano Claudio Frank.

Ricordate il tratto felice di Ivo Marendić nell’illustrare i personaggi “Quelli della piazzetta” di Mario Schiavato? La banda de Zitavecia rivive nella ristampa del breve romanzo per ragazzi di uno dei più fecondi scrittori della CNI. La storia raccontata è ambientata appunto nella Cittavecchia fiumana degli anni in cui la miseria si associava all’arte d’arrangiarsi, ma che in realtà è atemporale e può rappresentare qualsiasi piazza di paese delle nostre contrade. Lì dove nasce la fantasia fanciullesca, zampilla la creatività dell’illustratrice Miriam Monica. Sensibile attrice, conduttrice radiofonica, si diletta a proiettare su carta “le illustrazioni di gomma” come sono state definite perché esondano dinamicità, prospettiva e allegria. Il libro ha 164 pagine ed è il quinto volume della Collana junior “La fionda”. Non è passata inosservata la serie di bei libri: a maggio la Giuria Tecnica composta da educatori, pedagogisti, giornalisti, esperti della comunicazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento ( Ferrara) promotrice del Premio Letteratura per i ragazzi, giunto alla XXXV edizione, ha pensato di premiare con la "SEGNALAZIONE SPECIALE della GIURIA TECNICA alla CASA EDITRICE EDIT di Rijeka / Fiume per la promozione della cultura e della letteratura italiana in Istria".Una graditissima sorpresa che va a sostenere l'impegno profuso da autori, illustratori, redattori e grafici del mondo CNI nel realizzare narrativa per ragazzi.

“Personaggi femminili nella narrativa di Fulvio Tomizza di Irene Visintini, Isabella Flego, Amalia Petronio, Cristina Sodomaco e Claudia Voncina (Collana di saggistica “L’identità dentro”, n.5) è un’opera al femminile che non solo convoglia cinque scrittrici di tre stati (Italia, Croazia, Slovenia) ma si impegna ad analizzare con 17 saggi, in maniera specialistica e sistematica le voci femminili dei romanzi di Fulvio Tomizza. Considerazioni su Maria Janis, Paolina Rubbi, Cecilia, Rosarita e Franziska, Femia, Giustina “… acquistano anche una funzione di testimonianza o memoria storica che consente di rendere note le radici della realtà in cui viviamo oggi, di fare il punto sull’autocoscienza, sulla consapevolezza e sull’approfondimento delle disuguaglianze riconducibili alle differenze di ‘genere’ che tuttora sussistono” sottolinea Visintini. Il progetto di ricerca e studio è nato dalla sinergia tra l’EDIT e la CI di Umago intitolata allo scrittore con il supporto finanziario MAE-UI, e rappresenta un omaggio a Tomizza nel quindicesimo anniversario della scomparsa dello scrittore originario di Matterada (Umago).

L’ex ambasciatore croato a Roma Drago Kraljević  nel corposo libro “Un istriano a Roma” (Collana “A porte aperte”, n.3, 440 pg.) racconta i rapporti che lo hanno visto protagonista nel corso del suo incarico in Italia per un lustro, dal dicembre del 2000 all'ottobre del  2005. Uomo perfettamente bilingue, buiese, scende a fondo nei problemi delle relazioni italo-croate. Inoltre, il libro presenta un'appendice consistente di fotografie, „alcune delle quali diventate parte integrante della storia recente degli avvenimenti e dei rapporti adriatici“, come dice Giacomo Scotti nella prefazione.

Rivolto ai curiosi capaci di giocare il libro fuori dagli schemi di Roberto Dobran „Patacca globale“ (272 pg.). Intanto salta all'occhio la gigantesca mosca in copertina e poi si scopre l'autore non è Dobran! “A me l’idea del libro non sarebbe mai venuta – racconta Roberto Dobran – se un giorno non mi si fosse presentata alla porta una mosca rosso-nera, insediandosi dentro a casa mia. Quella mosca ha cominciato a dettarmi la prima parte, quella poetica. Io sono stato soltanto l’esecutore delle volontà di questa mosca.“ Ma perché questo titolo del libro, e perché è sottotitolato 'Branoversi'? “Il testo è effettivamente una patacca – spiega l'autore – perché rispecchia il mondo nel quale viviamo oggi, e quindi è una patacca globale.  La scrittura è libertina, priva di regole, praticamente anarchica.“
Di Dobran ricorderemo che è polesano di nascita, goriziano di adozione. Nel  2010  ha curato assieme a Nelida Milani, i due massicci tomi di letteratura CNI „Le parole rimaste“.
Dalla Marche, riappare sul panorama letterario Loredana Bogliun con „Graspi / Grappoli“. Una dele voci poetiche più alte che la minoranza italiana in Istria ha prodotto in settant'anni della propria esistenza“ sostiene Mauro Sambi. La silloge in dialetto istrioto (che purtroppo ormai ha pochissimi parlanti)  con a lato l'italiano, raccoglie tre pubblicazioni precedenti: 'Masere', 'La peicia', 'Soun la poiana'. Nelida Milani sottolinea: “Loredana ha dato voce ad una geografia, ad un mondo, che erano muti, ad una lingua che era sepolta nella gola di sparuti parlanti anonimi, ha fatto rivivere i morti, ha stabilito un legame con altre realtà, ha fatto dialogare tra loro i tempi, il passato con il presente, l’infanzia con la maturità, ha creato ponti di comprensione del profondo, di complicità, di commozione, di umanità”. Alla delicatezza del personaggio si allaccia l'arte riprodotta in copertina: „China sul telaio delle parole“ dell'artista fiumana Daria Vlahov Horvat, che con la sua improvvisa scomparsa, ha lasciato un grande vuoto.

Lilly Venucci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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