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Autori di casa nostra in un'antologia oltre oceano

Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Croazia/Slovenia, Francia, Germania, Svizzera, USA, Venezuela. No, non ci stiamo divertendo a mettere in ordine alfabetico i Paesi di tutte le geografie; il motivo è diverso, serio e inorgoglisce.

È uscita dalle stampe, di là dell’oceano (Atlantico), negli USA, insomma, una corposa antologia bilingue (italiano/inglese) intitolata “Poets of the Italian Diaspora”, firmata da Luigi Bonaffini e Joseph Perricone. Duemila pagine in giro per il mondo per raccogliere i versi della diaspora italiana, sparsa nei Paesi che abbiamo citato.

 

Tra i poeti del mondo, (bene) rappresentate la Croazia e la Slovenia. Si trattasse di sport, a questo punto si direbbe che “difendono i colori”, e lasciateci dire così, quattordici autori di casa nostra. La selezione è stata firmata da Elis Deghenghi Olujić, che certamente non avrà avuto vita facile, ma una scelta bisogna pure farla. Sono, così, tra due copertine che racchiudono il mondo, Osvaldo Ramous, Lucifero Martini, Eligio Zanini, Alessandro Damiani, Giacomo Scotti, Mario Schiavato, Ester Sardoz Barlessi, Vlada Acquavita, Adelia Biasiol, Loredana Bogliun, Laura Marchig, Maurizio Tremul, Roberto Dobran e Marianna Jelicich. L’introduzione alla scrittura di queste terre e la presentazione degli autori citati, delle loro opere e della loro poetica è firmata sempre da Elis Deghenghi Olujić.

A questo punto si potrà obiettare che la CNI di Croazia e Slovenia non è propriamente diaspora, considerata la storia. Comunque gli ambiti dell’antologia sono ben altri, e non va sottovalutata l’importanza di essere di questo compendio, che percorre le rotte mondiali dell’italianità. Diciamo che l’intento era quello di raccogliere quanti scrivono in italiano fuori dai confini d’Italia.

Il certosino lavoro di Bonaffini e Perricone, e di riflesso di quanti hanno presentato la “propria area”, è stato riconosciuto da firme autorevoli. Citiamo Fred Gardaphe, dell’American Italian Institute, che ha detto che “Perricone e Bonaffini hanno raccolto il meglio...” ed ancora, anche a suffragare quanto abbiamo detto un paio di righe sopra “chiamateli immigranti, esiliati, rifugiati o in altro modo, ognuno parla dall’anima con accento italiano.” Anthony Julian Tamburri, dello stesso Istituto, sostiene trattarsi di un progetto di portata storica e innovativa nel riconoscimento della letteratura italofona, con il quale Bonaffini e Perricone “offrono al lettore, per la prima volta, un vasto panorama della letteratura moderna e contemporanea italiana scritta fuori dai confini geoculturali italiani.”

Per la cronaca, Luigi Bonaffini è professore di italiano al Brooklyn college, Joseph Perricone insegna Italiano e Letteratura comparata alla Fordham University. 

 

 

da "La Voce del Popolo" del 19/08/2014

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