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La tradizione ha bisogno di rigenerarsi


PISINO | La “Casa degli scrittori – Hiža od besid” ha ospitato martedì scorso Alessandro Salvi, uno dei maggiori poeti istriani di lingua italiana nati verso la metà degli anni Settanta, nell’ambito dell’incontro letterario “Nelle mie poesie faccio da osservatore, critico e membro”.

A presentare il connazionale è stata la moderatrice dell’incontro, Lorena Kmet, che si è soffermata sulla produzione letteraria del giovane scrittore rovignese. “Caratteristiche della poetica di Salvi sono le forme espressive precise, estrapolate dalla storia della letteratura italiana”, ha spiegato. Stando a Salvi, l’elemento fondamentale della poetica proviene dai sentimenti che il poeta stesso prova per la terra natia e la sua cultura. “Nell’ambito della letteratura della Minoranza Nazionale Italiana la tradizione è sempre presente, ma questa nasce soltanto dopo la Seconda guerra mondiale. La tradizione è invece qualcosa di molto più profondo e intenso”, ha dichiarato Salvi, aggiungendo che la tradizione ha bisogno di un rigenerarsi continuo. Attraverso la lettura e lo studio, il nostro connazionale è giunto alla forma che utilizza nelle sue poesie. “Il sonetto, in quanto tale, è la forma metrica più celebre e fortunata della tradizione lirica italiana. Io mi trovo benissimo mentre lo compongo, ma bisogna saper scrivere un sonetto leggero e soave senza oberarlo dal senso di pesantezza”, ha osservato il poeta.


Alessandro Salvi (1976) ha esordito nel 2008 con la pubblicazione della raccolta “Piovono formiche carnivore e altre inezie”, a cui fa seguito “Eserciziario di metafisica per principianti” (2011), silloge inclusa nel volume collettivo “Creare mondi” della Casa editrice riminese Fara, con cui vince il quarto premio ex-aequo al concorso “Pubblica con noi”, indetto sempre dalla Fara. Con le poesie “Ladro di tamerici” (2008) e “Santuario del transitorio” (2010) ha trionfato a “Istria Nobilissima”. Numerose sue poesie sono incluse in opere collettive e riviste come “Panorama”, “La Battana” e “Nova Istra”. Alessandro Salvi è il primo autore che, a spese della Casa degli scrittori, trascorrerà un mese nella Vojvodina. È questo il risultato della collaborazione con la Fondazione Balkan-kult. L’istituzione culturale, che ha aperto le sue porte nel 2009, ha soddisfatto le aspettative e continua a essere il centro dell’attività letteraria, non solo nel luogo in cui si trova, a Pisino, ma anche in tutta l’Istria.
La Casa degli scrittori è destinata a coloro che si occupano di scrittura in generale, da autori, scrittori di prosa, poeti e scrittori di drammi, a traduttori, teorici, storici della letteratura, pubblicisti e a chi si occupa di letteratura come scienza.

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