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Omaggio alle donne ispirato da Tomizza


CAPODISTRIA| È accorso numeroso il pubblico, martedì a Palazzo Gravisi, alla serata “Donne: dove tornare…”, recital liberamente tratto dalle pagine di Fulvio Tomizza, con le letture e le interpretazioni di Jessica Acquavita e Rosanna Bubola. L’appuntamento è stato ideato dall’Associazione per le pari opportunità “POEM” e pensato come omaggio al femminile in ricorrenza della Giornata internazionale della donna. “È una dedica alle donne attraverso la parola scritta di Tomizza”, ha illustrato il filo conduttore della serata Isabella Flego. “Sappiamo, perché lo diceva lui, che esprimeva sé stesso attraverso i suoi personaggi femminili. Come ha affermato, non potremo mai capire né ringraziare abbastanza le donne per tutto quello che fanno. E quelle nate dalla sua penna sono veramente grandi, con le loro parole che rimangono sempre attuali”.

La serata è stata resa particolare dall’approccio e dalla bravura delle due interpreti che, come anticipato dalla Flego, hanno avuto l’intenzione primaria di far effettivamente parlare l’autore – far sentire la sua parola, preziosa, studiata, ponderata. Discorsi fatti da donne, con cui lo scrittore di Matterada ha espresso le proprie emozioni, ma anche la storia e la grande tragedia che ha sconvolto l’Istria, presentandosi come uomo, marito, padre, amante e come scrittore attento alle vicende umane. Le interpretazioni, pensate come siparietti dialogati, proposti in chiave dinamica sotto forma di conversazione tra Acquavita e Bubola, sono state intercalate dalla proiezione dei video di alcuni brani storici della canzone italiana, tra cui “Lontano dagli occhi” di Sergio Endrigo e “Colomba bianca” di Nilla Pizzi. Le interpreti si sono scambiate il ruolo di personaggio femminile principale accostato a un interlocutore, ossia alla voce narrante, che ha proposto al pubblico alcuni passi dei romanzi via via trattati. Tra questi non sono mancati riferimenti a “La città di Miriam”, “La visitatrice”, “Franziska” e “La ragazza di Petrovia”. Si sono così alternati momenti tragicomici, ma soprattutto riflessioni profonde sull’animo, le sofferenze, le paure, i dolori, la forza, il coraggio, le lacrime e i sorrisi, che hanno caratterizzato le donne tomizziane e che in realtà contraddistinguono il gentil sesso nella vita di ogni giorno. Spigliatezza, feeling tra le interpreti e facilità comunicativa nel rendere comprensibile e avvicinando pagine importanti della scrittura CNI al pubblico, che meriterebbero di venir proposte anche davanti ad altre platee. L’idea per la serata è nata a Roma, in occasione della presentazione del volume “Personaggi femminili nella narrativa di Fulvio Tomizza”, curato da Irene Visintini e dalla stessa Flego. Il tutto è stato poi reso possibile grazie all’appoggio finanziario della CAN di Capodistria e della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio”, con la collaborazione del settore italiano della Biblioteca civica “Srečko Vilhar”. Sempre in occasione dell’otto marzo, degli omaggi musicali alle donne sono stati proposti anche dai connazionali a Pirano e Isola, in Casa Tartini rispettivamente a Palazzo Manzioli. (jb)

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