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26/02/2014 Analisi della poetica di Laura Marchig (di Mauro Sambi)

 

(da http://cartesensibili.wordpress.com/)

Laura Marchig è una delle figure ufficiali della cultura della minoranza italiana in Croazia. Fa parte di quell’esiguo, agguerrito gruppo di intellettuali istriani e fiumani che hanno completato il loro curriculum di studi a livello universitario in Italia (lei con una laurea in Lettere e Filosofia a Firenze, dopo una tesi sulla narrativa dell’esule fiumano Enrico Morovich) per poi rientrare in Croazia o in Slovenia, in prima linea  a reggere le sorti delle istituzioni della Comunità Nazionale Italiana in anni molto difficili: l’implosione della ex Jugoslavia, le guerre balcaniche che ne sono seguite, la nascita degli stati nazionali, con la lacerazione della minoranza tra due stati sovrani, Slovenia e Croazia, in rapporti tutt’altro che amichevoli per le perenni diatribe sulla definizione dei confini –guarda caso– in terra d’Istria; tra miserie belliche e post-belliche materiali e morali, tra nazionalismi beceri e feroci (idiotismi, idiozie) e l’orgogliosa rivendicazione di una “differenza” istriana, fatta di un multiculturalismo fragile e problematicamente incompleto, ma che di fatto ha retto, regge (reggerà?) all’urto dei tempi, tra timori e timide speranze legate al processo, lento e travagliato, di adesione della Croazia all’Unione Europea (alla quale la Slovenia appartiene già da qualche anno). A questa attività svolta vuoi per passione, vuoi per senso del dovere, vuoi per destino vissuto con acuta consapevolezza storica, alla quale dobbiamo la sopravvivenza, nonostante tutto, di una presenza italiana in Istria e nel Quarnero oggi, Marchig, fin dall’infanzia, da sempre, affianca la scrittura poetica.

Marchig figura ufficiale, dunque, ma non – voce ufficiale. Cosa salva Laura Marchig dall’essere una piccola o grande istituzione culturale della realtà in cui nasce e che esprime, con tutti gli annessi inconvenienti e pericoli di incipiente marmorizzazione che una posizione come la sua potrebbe comportare? Rispondo: la sua poesia, la sua voce, la freschezza sicura, impertinente e umile della sua voce, del suo particolare impasto vocale sfrontato e tenero, terrestre, squisitamente femminile senza asfittici recinti di genere, e delle quinte di teatro che quella voce irresistibilmente genera (si leggano qui sotto, a caso, Tiresia o Cuza, cuzeta), e nelle quali si muove cambiando registro e personaggio per dirsi compiutamente.

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24/02/2014 Presentato a Dignano il nuovo libro dell'Edit - "Graspi"

 

(da "La Voce del Popolo" del 24/02/2014)

di  Daria Deghenghi

Commovente ritorno al luogo natio, alle ridaci, alla lingua degli avi, alla letteratura, dopo “anni di rigoroso riserbo” e pochissime probabilità di ricomposizione con un passato ormai archiviato. Loredana Bogliun sembra aver ritrovato un pezzo di sé la dove non cercava più da tempo: a casa propria e dentro alla sua comunità d’origine. Merito certamente suo, ma non meno del collega poeta Mauro Sambi e della Casa editrice degli italiani in Croazia, l’EDIT, che hanno intrapreso in comune un lavoro di recupero letterario ora sì tangibile, e pure di bell’aspetto per le sue proprietà grafiche, oltre che validissimo nella sua essenza immateriale: l’ultima esperienza editoriale di Loredana Bogliun si chiama “Graspi” (Grappoli) ed è un’antologia di versi già pubblicati ma in edizioni da tempo esaurite: “Masere”, “La peicia” e “Soun la poiana”. Per la sua prima presentazione al pubblico la scelta della località non era oggetto di discussione: doveva essere Dignano, e non poteva essere altrove che alla Comunità degli Italiani. A Sambi, ovviamente, il ruolo del “presentatore ufficiale” (immeritato a suo dire, perché non giustificato da esperienze formative e professionali umanistiche, e invece sostenuto egregiamente, al punto che le discipline umanistiche hanno di che rammaricarsi per essersi lasciato soffiare sotto il naso un talento di questa caratura dalle scienze naturali).

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19/02/2014 "Graspi - Grappoli" a Dignano

 

(da "La Voce del Popolo" del 19/02/2014)

a cura di Kristina Blecich

Verrà presentato venerdì 21 febbraio a Palazzo Bradamante, sede della Comunità degli Italiani di Dignano (ore 18.30), il libro di poesie in dialetto dignanese “Graspi/Grappoli”, di Loredana Bogliun, appena pubblicato dalla Casa editrice EDIT di Fiume, 29.esimo volume della Collana “Altre lettere italiane”. “Graspi” (215 pagine), dal titolo aspro e densamente simbolico, raccoglie i versi delle tre più significative sillogi in dialetto dignanese della Bogliun, “La peicia” (“La piccola”, già pubblicata da Hefti, Milano, 1996, con traduzioni in croato, ciacavo e sloveno), “Masere” (“Muri a secco”, Book/EDIT/Durieux, Bologna/Fiume/Zagabria, 1993 con testo croato a fronte) e “Soun la poiana” (“Sulla poiana”, edizioni Lieto colle, Faloppio, 2000, con testo italiano a fronte). Oltre alla poetessa, alla serata letteraria, prenderanno parte Mauro Sambi, poeta e scienziato di origine polese, autore della prefazione, e Silvio Forza, co-curatore della collana dedicata agli autori della Comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia, e che ha come obiettivo la diffusione di opere di una letteratura italiana che nella sua alterità, nella sua diversità italo-istriana e italo- fiumana rimane pur sempre letteratura italiana, espressione di identità, luogo della conservazione e del recupero della memoria.

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Presentazione di "Graspi - Grappoli" a Dignano

 

Da quando ancora la poesia dialettale era considerata una sorella perpetuamente minore della poesia in lingua, un’esperienza subordinata, forzatamente periferica, da recludere nel ristretto recinto della “piccola patria” paesana e/o cittadina, Loredana Bogliun rappresenta un valido apporto al superamento di questa pregiudiziale e obbliga a rimuovere inutili e sterili preconcetti nei confronti della poesia dialettale. La poetessa dignanese si è guadagnata una nicchia significativa nell’ambito della poesia prodotta in dialetto nella regione istro-quarnerina, ed è tra i pochi autori ad aver varcato il confine, meritando la giusta attenzione di eminenti poeti come Franco Loi ed Andrea Zanzotto, e critici come Franco Brevini.
( da “Le parole rimaste”, vol. I/II, Collana “L’identità dentro”, EDIT 2010)

 

Vi invitiamo, venerdì 21 febbraio 2014, alla presentazione del libro di poesia in dialetto dignanese “Graspi - Grappoli”, scritto da Loredana Bogliun  che avrà luogo presso la Comunità degli Italiani di Dignano con inizio alle ore 18.30.

Per ulteriori approfondimenti siete invitati a consultare il seguente link: 
http://www.editlibri.hr/59-13-01-2014-graspi-grappoli-ultimo-progetto-editoriale-dell-edit

Confidiamo nella Vostra presenza.

 

11/02/2014 "Un istriano a Roma" a Trieste (07/02/2014)

 

(da "La Voce del Popolo" del 08/02/2014)

di Rossanna Turcinovich Giuricin

Non è facile interpretare il presente, non è facile farlo in modo scientifico ma è una sfida da cogliere, in nome della reciproca conoscenza. Ad affermarlo è Drago Kraljevic, già ambasciatore croato a Roma, rientrato nella sua Istria ed autore di volumi in lingua croata ed ora in lingua italiana grazie all'Edit di Fiume.

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11/02/2014 Resoconto della serata a Pirano (presentazione della collana "La fionda")

 

(da "La Voce del Popolo" del 08/02/2014)

di Jana Belcijan

Alla galleria “Herman Pečarič” di Pirano è stata presentata, giovedì sera la Collana junior “La Fionda” della Casa editrice EDIT di Fiume. A ricordare i primi passi del progetto, nato nel 2005 e che ha sinora promosso autori connazionali in cinque volumi, è stata Liliana Venucci, responsabile del settore editoriale dell’EDIT.

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