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Ramous Osvaldo (1905-1981)

Rappresenta la continuità storica della letteratura italiana a Fiume ed in Istria. Uno dei maggiori, se non il maggiore, scrittore novecentesco di quest’area. Nasce a Fiume nel 1905. Si accosta al giornalismo collaborando alla rivista «Delta» e alla «Vedetta d’Italia» in veste di critico teatrale e musicale.

Dal ’30 al ’42 è redattore della «Vedetta d’Italia» e dal 1944 direttore della stessa. Dirige il Dramma Italiano dal 1946 al 1961. Cura 46 regie, traduce in italiano numerose opere della drammaturgia jugoslava, scrive nove drammi e una decina di radiodrammi. E' autore di dieci raccolte di poesie tra le quali Nel canneto, Vento sullo stagno, La parola nel tempo, Realtà dell’assurdo e Pietà delle cose. Suoi pure due romanzi, I gabbiani sul tetto e Il cavallo di cartapesta, numerosi racconti e circa quattrocento articoli e saggi letterari pubblicati su riviste italiane, jugoslave, americane, francesi, ecc. Benemerito mediatore tra due culture, si spegne a Fiume nel 1981.

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